Vitigni

I principali vitigni dell’area del Custoza, identificabili come autoctoni, sono la garganega, il trebbianello (un biotipo locale del tocai friulano) e la Bianca Fernanda (un clone locale del cortese). Di seguito ne illustriamo le caratteristiche.
Il disciplinare di produzione prevede inoltre la possibilità di utilizzare altri vitigni: trebbiano, malvasia, riesling italico, pinot bianco, chardonnay e Manzoni.

vitigni

GARGANEGA

Origine
Il De Crescenzi (1495) cita il vino pregiato del bolognese e padovano ricavato dalle sue uve. Successivamente, diversi ampelografi hanno delimitato l’area di coltivazione della garganega alle province di Verona, Vicenza e ai Colli Euganei.
Caratteristiche ampelografiche
• apice del germoglio: cotonoso, verde-biancastro con sfumature rosa al margine;
• foglia: medio-grande, quinquelobata, pentagonale leggermente allungata con seno peziolare a V o U a bordi sovrapposti; lembo bolloso; denti pronunciati a base larga, convessi da un lato e concavi dall’altro;
• grappolo: grande, lungo, di forma cilindrico piramidale, alato (ala molto sviluppata) piuttosto spargolo;
• acino: medio, sferoidale, leggermente schiacciato; buccia pruinosa, poco spessa, coriacea, giallo-dorata; polpa di sapore neutro, leggermente acidula.
Caratteristiche fenologiche e produttive
Il vitigno è caratterizzato da un germogliamento leggermente tardivo, mentre le altre fasi fenologiche sono medie. Presenta un peso medio del grappolo medio-elevato (200-400 g). Preferisce potature lunghe a causa della fertilità distale e forme a pergola. Risulta abbastanza sensibile al freddo invernale.

TREBBIANELLO

Origine
Vitigno coltivato nel Veneto e nel Friuli probabilmente, secondo Dalmasso, fin dalla fine del Settecento. Proprio questo studioso lo battezzò tocai friulano nel 1933, mentre nell’area del Custoza assume il nome di trebbianello. Recenti studi dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura lo hanno identificato come sauvignonasse, vecchio vitigno del Bordolese dove è praticamente scomparso.
Caratteristiche ampelografiche
• apice del germoglio: a ventaglio, vellutato, verde-dorato;
• foglia: medio-grande, trilobata, con seno peziolare a lira chiusa e lobi leggermente sovrapposti; lembo piegato a coppa, con pagina inferiore glabra; dentatura abbastanza marcata, convessa a base larga;
• grappolo: medio, tronco-piramidale, con una o due ali, mediamente compatto;
• acino: medio, sferoidale; buccia poco consistente, pruinosa.
Caratteristiche fenologiche e produttive
Germoglia tardi e per le altre fasi fenologiche risulta nella media. Ha un’elevata vigoria. La fertilità delle gemme è buona, ma non quella basale, per cui necessita di potature lunghe e forme di allevamento abbastanza espanse.

BIANCA FERNANDA

Origine
L’origine del vitigno cortese, che nella zona del Custoza è conosciuto come Bianca Fernanda, non è certa: si ritiene derivi dalle province di Alessandria, Novara e del tortonese ed è conosciuto in Piemonte sin dal XVIII secolo anche con i termini dialettali corteis, courteisa e courteis.
Caratteristiche ampelografiche
• apice del germoglio: medio, lanuginoso, di colore verde biancastro;
• foglia: media, pentagonale con cinque-sette lobi, spesso asimmetrica; seno peziolare a lira, chiuso con bordi sovrapposti; pagina superiore liscia, glabra, verde cupo, con nervature di colore verde chiaro, pagina inferiore aracnoidea; denti pronunciati, a base larga con un lato concavo e uno convesso;
• grappolo: medio grande, conico piramidale, alato, spargolo; peduncolo visibile, semi-legnoso fino alla prima biforcazione;
• acino: medio-grande, ellissoidale, buccia non molto pruinosa, sottile di colore giallo dorato carico se esposto al sole.
Caratteristiche fenologiche e produttive
Tutte le fasi fenologiche si collocano in media epoca: germogliamento nella seconda decade di aprile, fioritura tra la prima e la seconda di giugno, invaiatura nella seconda decade di agosto e vendemmia entro fine settembre. È un vitigno dall’elevata vigoria, con un rapido accrescimento dei germogli e una vegetazione rigogliosa.


Tratto da “La zonazione della Doc Custoza. Manuale d’uso del territorio”
a cura di Attilio Scienza, Luca Toninato, Jacopo Cricco, Alessandro Zappata, Davide Bacchiega, Luigi Mariani, Alberto Marangon, Andrea Dalla Rosa, Adriano Garlato, Rodolfo Minelli
Veneto Agricoltura, Venezia

vedi anche:

il disciplinare di produzione
la zonazione

psr regione

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